Comunicazione

Dalla psicofisica del colore alla prevenzione.

Santacatterina S.
  Giovedì 15/09   10:00 - 12:30   Aula I   VI - Fisica applicata, acceleratori e beni culturali   Presentazione
Quando si parla di colore si deve far subito riferimento all'occhio umano e alle sue caratteristiche. Ogni radiazione elettromagnetica, è contraddistinta da una sua lunghezza d'onda; le radiazioni comprese tra 380 e $760 {nm}$ compongono lo spettro visibile. Newton fu tra i primi a creare un modello di classificazione del colore, poi evoluto fino ai più moderni sistemi CIE (Commission Internationale de l'éclairage) basati sulla teoria tricromatica, detta di Young-Helmholtz elaborata teoricamente da Thomas Young (medico) e in seguito confermata sperimentalmente da Hermann von Helmholtz (fisico). Su questi principi si basano i test per l'analisi della visione dei colori facendo riferimento agli assi di confusione specifici delle discromatopsie congenite riportati matematicamente su diagrammi CIE. I numerosi test che sono stati formulati per esaminare il senso cromatico possono essere raggruppati in tre grandi categorie: di screening, diagnostici e occupazionali. L'importanza nell'eseguire questi test nella pratica clinica optometrica, non è solo nell'identificazione di una possibile alterazione cromatica di origine genetica, ma risiede soprattutto nella prevenzione.